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L’aeroplano, pilotato da Wilbur, venne sistemato controvento su un carrello che scorreva su un binario di lancio, posizionato a terra, lungo circa diciotto metri.
A causa della scarsa familiarità coi comandi, Wilbur effettuò una manovra troppo violenta che portò il Flayer in perdita di quota, fino alla caduta, dove e si procuro la rottura di piccole parti.

Alcuni giorni dopo, precisamente il 17 dicembre 1903, venne effettuato il secondo tentativo di volo; questa volta a pilotare l’aeroplano era Orville.
Il Flyer, dopo aver percorso oltre i dodici metri della lunghezza della rotaia, si sollevò in aria. Volò per dodici interminabili secondi e atterrò a trentasei metri dalla fine della rotaia.
Questa era la prima volta, nel corso della storia, che una macchina
volante aveva decollato da terra, viaggiato in aria e atterrato sotto il controllo del suo pilota.

Nel corso della giornatai fratelli Wright fecero diversi tentativi di volo, e i risultati erano sempre più soddisfacenti, si arrivò a compiere duecentosessanta metri di volo, con la durata di cinquantanove secondi.  

Il velivolo riuscì a stare sollevato dal suolo per cinquantanove secondi, compiendo un tragitto di duecensessantasei metri.

Tra il 1904 e il 1905 i fratelli costruirono delle nuove versioni del Flyer, ognuna delle quali migliorata in ogni particolare.
Seguì così il Flyer 2, costituito da un motore della potenza di diciassette cavalli. Con questo aeroplano Orville e Wilburg effettuarono più di cento voli.

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Fratelli wright